
Ora che siamo in tempi di scioperi e di proteste in piazza, bisogna fare un po di chiarezza su qual è il motivo di tanta agitazione.
Gli studenti che invece di svolgere le lezioni in scuole e università si ritrovano dietro striscioni e bandiere in un clima da stadio (con tanto di vandalismo e inciviltà, in alcuni casi) protestano per l'approvazione del decreto Gelmini, riguardante le scuole pubbliche.
Per chi avesse partecipato allo sciopero senza sapere chi protestasse o verso cosa, ecco i testi del decreto e della legge 133 (che invece riguarda, tra le altre cose, le università)
Decreto Gelmini Legge 133
Solo dopo aver letto e compreso i testi ci si può finalmente fare un opinione, che non sia solo derivata da quello che si dice in Tv o dalle voci che circolano in scuole e università.
Senza voler entrare nel merito delle leggi, mi limiterò a commentare le scene che si vedono nei telegiornali: studenti che occupano scuole e ingiustamente impediscono il regolare svolgimento delle lezioni; scontri in piazza, come quelli avvenuti a Roma; o addirittura blocco del traffico. Non è giusto che pochi ragazzi, che in molti casi strumentalizzano la protesta, si comportino in questo modo.
E' intervenuto anche il Ministro Maroni, minacciando denunce per chi occupa scuole e università.
Non si deve assolutamente dare credito a questi studenti che pensano di riportare il modello del 1968 ai giorni nostri. Il '68 è finito, e in molti casi non ha avuto i benefici che in molti al tempo speravano; per questo bisogna guardare avanti e smetterla di portare avanti idee vecchie di quarant'anni.
Bisogna invece pensare a rivoluzionare l'università italiana, farla tornare ad essere basata sul merito, eliminando gli sprechi; che permetta un contatto importante col mondo del lavoro; un università selettiva ma aperta a tutti e guidata da professori anche loro scelti in base al merito.
Fonte citazioni: governo.it; camera.it
Fonte immagini: tgcom.it
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