15 apr 2009

riflessioni post-terremoto

 

Carissimi, scrivo di ritorno dalla raccolta organizzata dai ragazzi di Azione Giovani Roseto a supporto dei terremotati che si trovano negli alberghi di Roseto, in attesa di tornare nelle loro case o, qualora fossero inagibili o crollate, in sistemazioni temporanee.

L’ aiutare le persone colpite da questa tragedia è stato vissuto da tutti noi come un dovere, e per quanto mi riguarda personalmente sono sicuro di aver dedicato il mio tempo per qualcosa di importante.

Purtroppo anche in queste occasioni c’è qualcuno che trova occasione per alimentare polemiche e buttarla sul piano politico, perdendo un occasione per stare zitti e risultando francamente disgustoso e eccessivo.
Non sono certo io a nascondere che Azione Giovani è il movimento giovanile di un (ex, a sto punto) partito, Alleanza Nazionale, quindi chiaramente schierato in politica. Ma l’iniziativa da noi prosta non ha nulla a che vedere con la politica, con i cartelli o i partiti: è un iniziativa con l’unico scopo di aiutare gli amici aquilani, ed è questo che ci spinge ad andare avanti: sono le facce soddisfatte delle persone che abbiamo il piacere di aiutare e i loro ringraziamenti infiniti.
Qualcuno, un po vigliaccamente, ha criticato la nostra iniziativa scrivendo qualcosa sui volantini da noi affissi e  criticandoci, mancando del coraggio di dircelo almeno in faccia. Altri non hanno apprezzato il fatto che la raccolta fosse organizzata da un gruppo di destra.
Io penso che in questi giorni non abbiamo chiesto tessere politiche o di appartenenza a nessuno degli aquilani venuti per cercare aiuto, che è aperto a tutti.  Basta con le frasi “eh, i fascisti fanno la raccolta”, o "ma andate alla caritas”…
io sono felice di fare quello che faccio, di aiutare gli amici aquilani, passando sopra a chi non perde tempo per creare il polverone politico.

Riporto il link all’articolo di Marcello de Angelis pubblicato sul blog di AG Roseto

http://agroseto.blogspot.com/2009/04/laquila-me-di-marcello-de-angelis.html

5 gen 2009

19\01\1969: il sacrificio di Jan

Scrivo queste righe per ricordare Jan Palach, normale studente come molti di noi, speciale perchè non rinunciò a farsi calpestare dai carri armati sovietici, diventando martire dell’anti-comunismo.

Studente di filosofia, assistette con simpatia alla stagione riformista del suo paese, chiamata Primavera di Praga. Nel giro di pochi mesi, però, questa esperienza fu repressa militarmente dalle truppe dell'Unione Sovietica e degli altri paesi che aderivano al Patto di Varsavia. Per protestare contro quell'iniziativa bellica, Palach prima fondò un gruppo di volontari anti-URSS e successivamente decise di cospargersi il corpo di benzina in piazza San Venceslao a Praga, appiccando il fuoco con un accendino. Morirà tre giorni dopo. Ai funerali parteciparono 600 mila persone provenienti da tutto il Paese, a dimostrazione dell’imponente protesta da parte della Cecoslovacchia contro l’occupazione sovietica.

Decise di morire carbonizzato, lasciando solo poche righe come testamento politico: "Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana. Noi esigiamo l'abolizione della censura e la proibizione di Zparvy (il giornale delle forze d'occupazione sovietiche). Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s'infiammerà". Jan Palach, 16/1/1969.

Grazie a questo gesto estremo, Jan viene considerato dagli anti-comunisti un Eroe e Martire. Almeno altri 7 studenti, tra cui l’amico Jan Zajic, seguirono il suo esempio, nel silenzio degli organi di informazione

Non dobbiamo lasciare che la disinformazione di regime, attuata in molti casi ancora oggi, cancelli dalla memoria storica questo gesto estremo: un ragazzo che si priva del dono più grande che ha ricevuto, la vita, in protesta verso chi tentò di sopprimere le libertà fondamentali nel suo paese


21 nov 2008

Questa è tecnologia...


Il nuovissimo MacBook Air, portatile ultra-sottile della Apple. Che, come sempre, punta all'innovazione tecnologica e alla facilità di utilizzo, oltre che alla bellezza estetica, fattore da non trascurare.
Il Tour guidato, da gustare

16 nov 2008

Walter De' Silva


Tributo a Walter Maria De Silva, uno dei più grandi car-designer di sempre. Attualmente è il Capo del centro stile Volkswagen, che comprende 7 marchi: Volkswagen, Audi, Seat, Lamborghini, Skoda, Bentley e Bugatti.

Nato a Lecco ne 1951 ha iniziato la sua carriera professionale nel centro design Fiat, per poi passare, nell' 86 all'Alfa Romeo dove rimarrà fino al 2000. In quel periodo la sua matita "produsse" modelli tra cui l'Alfa 145, 146, 156 e la 147 (auto dell'anno 2001) che ha vinto tantissimi premi per il design innovativo e all'avanguardia.
Successivamente fu ingaggiato dal gruppo Volkswagen; prima alla Seat (Ibiza III, Cordoba, Altea...) e poi diventando, nel 2003 capo designer dell'Audi, subito rivoluzionando la mascherina frontale con l’avvento del Monoframe, una soluzione originale, applicata a tutte le vetture dell’Audi, eccezion fatta per il modello Audi A2. Tra le sue creazioni Q7, TT, R8, A5 (definita la macchina piu bella da lui disegnata), A6, A3 e A4; oltre al prototipo della nuvolari Quattro (interni)

Attualmente , da capo del centro stile Volkswagen, ha terminato la progettazione dei nuovi modelli di Golf e Scirocco.

Qui segnalo un interessante intervista da lui rilasciata a inauto.com

fonti: autopareri.com
auditorio.wordpress.com

10 nov 2008

I veri razzisti


Cito un articolo comparso su un blog che potrebbe far riflettere: si tratta di una raccolta di frasi pronunciate da noti esponenti di sinistra (da politici a scrittori a non si sa cosa [leggi Travaglio]) che risultano offensive e senza rispetto, in molti casi, di alte cariche dello Stato (e non solo Italiano)

Ovviamente voglio portare all'attenzione queste frasi per gli attacchi che nei giorni scorsi hanno colpito il Premier Berlusconi, che si sa, con la sua solita goliardia ha definito Obama "giovane, bello e abbronzato", scatenando reazioni polemiche da parte della "stessa" sinistra

«Mariastella Gelmini di sicuro non è un essere umano... dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos’è».
(Andrea Camilleri)

Renato Brunetta è «un energumeno tascabile»
(Massimo D'Alema)

«Con quelle guancette da impunita, Condoleezza Rice è la “líder máxima” delle donne-scimmia».
(Lidia Ravera)

«Se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani, sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile»
(Marco Travaglio)

Il Papa? «Quando tra vent’anni sarà morto, starà dove deve stare, all’inferno tormentato da diavoloni frocioni attivissimi».
(Sabina Guzzanti)

Certamente nessuno dei sopra citati è Presidente del Consiglio, quindi non dovrebbe preoccuparsi dei rapporti diplomatici tra Stati, ma penso che le frasi riportate non siano solo ironiche, ma in molti casi chiaramente offensive (vedi Ravera e Travaglio)

Ma, come dice Gino, autore del blog: loro sono moralmente e antropologicamente superiori, quindi possono...

1 nov 2008

Guida drogato e uccide ragazza: riflessione

Quella di Halloween è stata una notte di sangue sulle strade italiane. Tante vite che si spezzano in auto, al ritorno da serate passate a divertirsi con gli amici.
Guardando i servizi del telegiornale della domenica mattina (o il sabato, in questo caso) è impossibile farsi attraversare dalle notizie e dalle immagini proposte senza che ci lascino qualcosa dentro.
Nel caso di un incidente avvenuto a Milano, il 31 notte, non si puo che provare rabbia nell'ascoltare la dinamica dello scontro fatale.

Un 29enne ha ucciso una ragazza travolgendola con l'auto durante, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, un sorpasso azzardato. L'uomo era sotto effetto di stupefacenti (cannabis) e Valium (che ha tra gli effetti indesiderati Sonnolenza, ottundimento delle emozioni, riduzione della vigilanza, confusione, affaticamento,visione doppia
: insomma, è impossibile guidare [fonte]. Inoltre all'uomo era stata revocata la patente mesi fa


Ecco il link della notizia, per maggiori dettagli



E c'è ancora gente che espone slogan come Legalizzala...


30 ott 2008

Decreto Legge : istruzione e università


Ora che siamo in tempi di scioperi e di proteste in piazza, bisogna fare un po di chiarezza su qual è il motivo di tanta agitazione.

Gli studenti che invece di svolgere le lezioni in scuole e università si ritrovano dietro striscioni e bandiere in un clima da stadio (con tanto di vandalismo e inciviltà, in alcuni casi) protestano per l'approvazione del decreto Gelmini, riguardante le scuole pubbliche.

Per chi avesse partecipato allo sciopero senza sapere chi protestasse o verso cosa, ecco i testi del decreto e della legge 133 (che invece riguarda, tra le altre cose, le università)

Decreto Gelmini Legge 133

Solo dopo aver letto e compreso i testi ci si può finalmente fare un opinione, che non sia solo derivata da quello che si dice in Tv o dalle voci che circolano in scuole e università.

Senza voler entrare nel merito delle leggi, mi limiterò a commentare le scene che si vedono nei telegiornali: studenti che occupano scuole e ingiustamente impediscono il regolare svolgimento delle lezioni; scontri in piazza, come quelli avvenuti a Roma; o addirittura blocco del traffico. Non è giusto che pochi ragazzi, che in molti casi strumentalizzano la protesta, si comportino in questo modo.

E' intervenuto anche il Ministro Maroni, minacciando denunce per chi occupa scuole e università.

Non si deve assolutamente dare credito a questi studenti che pensano di riportare il modello del 1968 ai giorni nostri. Il '68 è finito, e in molti casi non ha avuto i benefici che in molti al tempo speravano; per questo bisogna guardare avanti e smetterla di portare avanti idee vecchie di quarant'anni.

Bisogna invece pensare a rivoluzionare l'università italiana, farla tornare ad essere basata sul merito, eliminando gli sprechi; che permetta un contatto importante col mondo del lavoro; un università selettiva ma aperta a tutti e guidata da professori anche loro scelti in base al merito.



Fonte citazioni: governo.it; camera.it
Fonte immagini: tgcom.it